mercoledì 2 maggio 2012

Europrogettista: una vita da mediano

Circondato da fogli zeppi di matrici WBS e quadri logici, con le pagine della Guide for Applicant segnate più volte da evidenziatori colorati, annotate sui bordi con grandi punti interrogativi, l’Europrogettista siede davanti al monitor su cui si susseguono videate di spazi da riempire: 2500 caratteri qui, 3000 là. 

Non se ne lascia intimorire. Conosce il significato di parole che spesso agli altri appaiono quasi come indistinti sinonimi: comunicazione, diffusione, disseminazione. 

Credete forse che sia un essere scontroso, chiuso in un moderno pensatoio? Vi sbagliate. E’ un essere dotato di eloquio versatile. Che lo leggiate nella sua madrelingua, che lo apprezziate più spesso in inglese, intesse email di ferro e fuoco quanto a significato, in una forma garbata e so-friendly. 

Skype ha da tempo sostituito il telefono nella sua routine. 

Non si ammanta di vanagloria, non si fa incantare dalle lusinghe della tuttologia. Indossa fino in fondo la maglia della squadra che ha scelto, e gioca da mediano. 

Ha dei compiti precisi, copre le zone ruvide del campo, quelle che restano scoperte, quelle che nascondono le insidie di qualche firma scordata, della lettera di un partner che non arriva, di una volata di qualche numero 10 che ha pensato più a pavoneggiarsi nella sua perizia acrobatica che a finalizzare il goal. Sa a chi passare il pallone, quando riprenderlo, dove recuperarlo. Corre, corre sempre. E quando chi deve finalizzare il gioco non lo fa, allora mette il cuore dentro alle scarpe e corre più veloce del vento…entra in area, tira sempre guardando bene e gli capita che sì, il portiere lo faccia passare.

Coraggio, altruismo e fantasia, insieme a una buona dose di tecnica e molta, molta pratica. E’ lui, spesso una lei, è l’Europrogettista. 

Uno, una, che nel proprio portfolio di competenze hanno incluso la capacità di adattarsi al cambiamento, di studiare, di cercare, e persino una caratteristica di un poco di sfacciataggine, utile per farsi ascoltare da chi non ancora non si conosce.

Si dice sia una delle professioni emergenti. Va molto di moda, specie dai tempi della crisi. Europrogettisti non si nasce, né ci si inventa. Lo si diventa: studiando e sperimentando. Nel farlo, non si dovrebbe scordare che con la propria professionalità si mira ad ottenere e fare usare del denaro pubblico, per un fine che, seppur particolare, guarda ad un più ampio beneficio. Non solo per questo, ma anche per questo, fare europrogettazione è cosa seria e che abbisogna di etica oltre che di tecnica. 

BC.


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